Altro che Internet per le masse, insomma. Gli utenti WiFi sono circa 200-300 mila in Italia e non hanno vita facile: “I prezzi delle connessioni da noi sono alti e in concorrenza con le reti mobili banda larga degli operatori cellulari, diffuse e ben funzionanti”, spiega Stefano Quintarelli, uno dei massimi esperti di Internet in Italia.
All’estero invece il WiFi è popolare anche perché è facile averlo gratis. “A Londra”, racconta Quintarelli, “è normale fare le riunioni di lavoro nei bar con il WiFi gratis. Prendiamo un caffè e tutta la mattinata lavoriamo al tavolo”. A New York o a Vancouver è la stessa cosa, in Italia è fantascienza. Pesano vari motivi, come l’assenza di grosse catene (tipo Starbucks), ma più di tutto una legge: il decreto Pisanu, voluto dal precedente governo Berlusconi, che impone stringenti misure di sicurezza a chi offre accesso a Internet. I bar e i negozi dovrebbero investire in sistemi informatici complessi per ottemperare e quindi rinunciano. Solo in Italia, tra i paesi occidentali, c’è una legge così.
All’estero invece il WiFi è popolare anche perché è facile averlo gratis. “A Londra”, racconta Quintarelli, “è normale fare le riunioni di lavoro nei bar con il WiFi gratis. Prendiamo un caffè e tutta la mattinata lavoriamo al tavolo”. A New York o a Vancouver è la stessa cosa, in Italia è fantascienza. Pesano vari motivi, come l’assenza di grosse catene (tipo Starbucks), ma più di tutto una legge: il decreto Pisanu, voluto dal precedente governo Berlusconi, che impone stringenti misure di sicurezza a chi offre accesso a Internet. I bar e i negozi dovrebbero investire in sistemi informatici complessi per ottemperare e quindi rinunciano. Solo in Italia, tra i paesi occidentali, c’è una legge così.