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Sono i pensieri rarefatti di una vita reale... O è solo una vita digitale?

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Feb
25th
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Mi è piaciuto andare a mignotte con quel poco di buono di Mario Brega (che in certe cose ci crede smodatamente ed è uno dei numerosi iscritti alla Loggia della sveltina a pagamento), in primis perché ho potuto rivedere un bel po’ di vecchie e nuove conoscenze tipo Lillo & Greg (mitico duo entrato di diritto nella mia libreria) e i loro brutti giacconi alla Daolio, ma soprattutto perché ho finalmente potuto partecipare al mio primo trenino finto-progressista con Mastella, De Gregorio e Cuffaro in ciabatte griffate, mentre i compagni della Sinistra Giovanile col pizzo ossigenato ballano una macarena afro-funk, con grande soddisfazione (era una vita che sognavo di farlo!). E tra l’altro non immaginavo proprio che con una Fonera ci si potesse fare una gnocca siliconata del genere strappone! E come sempre la parte più interessante, tra una unconference e l’altra, è stato il perenne interstizio di produttivo cazzeggio conviviale. Sì, proprio quello in cui Andrea Beggi (che è il più grande attore del mondo dopo Benny Hill) ha appena annunciato che il PD candiderà Mick Jagger sotto falso nome, mentre Axell e Aghenor giocavano a freccette con le siringhe sotto lo sguardo sufficientemente smaliziato di Gianluca Neri, che è uno che la sa lunga. Non vi sto a dire le risate! Certo che il sindaco forzaitaliota di Soilcazzo, Piero Umiliani, è proprio una sagoma! Non come Alain Robbe-Grillet, che ha passato tutto il BarCamp a rompere con l’assurda mania di suggerirci come bestemmiare in chiesa in modo autoreferenziale. Notevole, per una volta, la presenza femminile, da sempre (escluso il FemCamp) un po’ carente ai BarCamp. Anzi, il fatto che ci fossero finalmente un po’ di sane e apprezzabili donne come la Rowling e la Modotti in un evento da molti bollato come for geek only ha fatto sì che si vedessero simpatiche scenette tipo Pietro Izzo che organizzava aperitivi scoperecci e lezioni su come reclinare il sedile, aiutato da SonoUnPrecario, fino a quando Vittorio Pasteris non si è spazientito e ha iniziato a prenderli a pistolettate, incazzato sia come uomo che come torinese, coinvolgendo l’incolpevole Ninna_r, che passava di lì twittando “da domani niente vibratori 1336×768!”. Certo, non sono mancati i momenti di tedio mostruoso, perfino superiore a quello provato durante le unconference su Drupal, come durante la presentazione di farmaci per dimagrire una-tantum da parte di Tremonti al Centre Culturel Français di Torino, con le sue slide microscopiche e il suo continuo insistere sul concetto di eterogeneo mix di tarallucci e vino con “One Sour Time” dei Daft Rhythm Ace, “Bla bla bla Son” di Rocco D’Agostino e “Open Space Love” di Ziggy Marley al contrario. Gli sbadigli dei presenti erano talmente frequenti che hanno alterato il microclima della sala, mettendo a repentaglio la tenuta degli stucchi sul soffitto. Meno male che Jtheo ha subito rianimato i presenti con il meglio delle pellicole di Franco e Ciccio mentre Samuele Silva scattava foto a raffica di “figli di […]” e “parenti di […]”. L’esperta di moda che c’è in me, volendo svolazzare verso universi più glamour, non ha potuto non apprezzare la splendida mise “stracult” in pelle di colibrì di Paolo Renosto, ma anche i gingilli di tecnologici di Armando Trovajoli in veste da camera e occhiali a goccia, invero un po’ esibizionista, ma chi non lo è tra i blogger di questi tempi? E’ stata, insomma, una bella giornata di prove tecniche di rete tra persone, che non mancherà di farsi ricordare nelle splendide foto di turisti americani obesi, pallidissimi e costantemente ubriachi, non certo in quelle di Otello Profazio, che intasa Flickr di schifezze come questa mia mail lagnosa sull’HD-DVD, leggibile anche sul Tumblr. Il prossimo appuntamento è il 3 maggio al BarCamp di Matera, dove con Eio stiamo progettando di riempite gli spazi bianchi del modulo precompilato ad Estragon e Granieri e poi al Lost Camp a Savona il 17 maggio, in cui finalmente potremo vedere Erykah Badu in costume da bagno ricoperta di mosche, cosa che mezza blogosfera sogna dando un’occhiata ai rumors sulle liste elettorali berlusconiane.