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Fri
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E ora prendiamo la classifica di BlogBabel. Stamattina, con lo scombussolamento dei vari post di cin cin e auguri vari, che circolano da Natale e che hanno portato me a scendere di 10 posizioni, alcuni blog a salire di 10, 20 o anche 30 posizioni, ho capito che BlogBabel è molto più che una classifica o uno specchio per vedere quello di cui si parla nella blogosfera: è uno spaccato della società italiana. E’ perfetta, studiandone l’andamento ci si potrebbe studiare sociologia dei piccoli gruppi. Mi lamentavo stamattina con il gruppo degli editor che ci facciamo la figura degli imbecilli, che così diamo il destro a chi dice che la classifica non è attendibile, e che fatta così BlogBabel sembra una buffonata. E Andrea mi ha risposto (in pubblico, quindi posso ripubblicare le parole): Enrica, la classifica è una buffonata perché fotografa buffoni, purtroppo. Ecco, questi post divertenti ma un po’ squalificanti di finti auguri mi sembrano delle grandi Catene di Sant’Antonio di liceale memoria. Ma la ragione di tutto ciò è semplice: il culto della persona, quello che ha portato Mussolini a diventare il Duce. O il mito del ricco e famoso. O della persona di successo. O dell’alfa-blogger. E’ la stessa cosa: se sei in cima a qualcosa, che sia anche solo BlogBabel, o se sei ricco e famoso, comunque vali e comunque ti si copia. O ti si critica, ma comunque fai opinione e ti si cita. Magari tutti pensano che sei un buffone — ma bene al riparo dell’anonimato.